Il Centro Studi del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha analizzato i dati 2024 diffusi dal Ministero dell’Università e della Ricerca sugli esami abilitanti delle professioni dell’area tecnica, confrontandoli con quelli del 2015. Il quadro che emerge è chiaro: nel giro di un decennio si è registrata una forte disaffezione verso la libera professione, con un drastico calo dei candidati in quasi tutti gli Albi.
I numeri disponibili riguardano i candidati agli esami, non gli effettivi iscritti agli Ordini professionali. Tuttavia, considerando che mediamente solo la metà dei candidati consegue poi l’abilitazione e si iscrive all’Albo, la riduzione appare ancora più significativa.
Un calo generalizzato
Nel periodo 2015–2024 quasi tutte le categorie dell’area tecnica registrano una diminuzione marcata:
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Architetti: −71%
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Geometri: −59%
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Geologi: quasi −50%
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Ingegneri: −49%
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Tecnologi alimentari: −32%
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Agronomi: −6,2%
Un dato particolarmente rilevante se si considera che il 2024 è stato favorito da una modalità d’esame semplificata (un’unica prova orale online), che ha incentivato la partecipazione.
Le poche eccezioni positive
A crescere sono soltanto quattro categorie:
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Agrotecnici e Agrotecnici laureati: +164% (+1.412 candidati)
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Periti Industriali: +47%
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Periti Agrari: +25%
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Biologi: +7,24%
Su un totale di 2.413 candidati in più registrati dalle categorie in crescita, ben il 58% appartiene agli Agrotecnici. Un risultato che rende il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati la realtà con l’incremento più significativo sia in termini percentuali sia assoluti.
Un segnale importante per il settore
Particolarmente significativo è anche il dato relativo ai laureati triennali: gli Agrotecnici risultano la categoria con il maggior numero di candidati di primo livello, superando persino Ordini storicamente molto più numerosi.
In un contesto di generale contrazione delle professioni tecniche tradizionali, il settore degli Agrotecnici dimostra dunque una capacità attrattiva e una vitalità in controtendenza, confermandosi come una scelta professionale concreta e dinamica per i giovani interessati al mondo agricolo, ambientale e agroalimentare.
Un segnale positivo anche per il territorio e per il futuro delle professioni tecniche.
